Primavera 2008. 

La mia bambina era in 5° elementare, aveva 10 anni. 

A scuola le avevano dato un compito di italiano: guardare una fotografia e descrivere ciò che vedeva. 

La foto era quella allegata qui sotto. 

Il testo era: 

"L'immagine mi porta in un quieto deserto; l'opaca luce del sole si fa sempre più tenue, deduco quindi che siamo vicini al tramonto. 

Vedo i cammelli, le navi del deserto, guidato da un uomo vestito di bianco. Un musulmano? Un egiziano? Non so, so solamente che è un uomo nato da quelle parti, al contrario dei turisti, che rompono la semplicità di questo paesaggio, sembra quasi che si divertano andando in giro per le epoche, portando con sé la loro tecnologia fin troppo avanzata. 

Vedo le palme, bellissimi alberi esotici da cui io (ne) sono rimasta sempre affascinata, tipici di quel posto. Poi le dune, la sabbia giallastra, come se riflettesse il sole, il tramonto roseo, ordina al sole di sparire, come un bambino esausto da una dura giornata; così ben presto sparirà, lasciando il posto alla notte che avvolgerà il cielo come una pantera nera e augurerà a tutti buonanotte. 

Buona notte, pantera nera."